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I dati di Elemets sulle autorizzazioni fotovoltaico e eolico

Il team Solarites Srl ha partecipato all'edizione 2023 di Key Energy tenutosi a Rimini dal 22 al 24 marzo. Tra i molti temi emersi, relativi all'efficienza e alla transizione energetica verso le rinnovabili, vi riportiamo i dati forniti dalla società di consulenza Elements relativi alle autorizzazioni fotovoltaico e eolico in Italia.


Vediamo insieme alcuni dati relativi all'Italia in questa corsa alle rinnovabili e quali sono gli elementi che ostacolano il raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda 2030.


Autorizzazioni fotovoltaico raddoppiate. Freno all'eolico.

Nel 2022 sono stati autorizzati quasi 5 GW di impianti Fer utility scale: 4.729 MW in totale, di cui 4.305 MW di fotovoltaico e 424 MW di eolico onshore.

Ad oggi per i grandi impianti con autorizzazione unica rilasciata ci sono circa 8 GW di fotovoltaico (rispetto ai 3,7 che c’erano a fine 2021) e 1,5 GW di eolico (erano 1 GW l’anno prima).

Non ci sono ancora impianti di eolico in mare autorizzati, nonostante il grande interesse, testimoniato da 108 GW di richieste di connessione (erano 37 GW nel 2021) e 52 GW per i quali è stata depositata la richiesta per l’autorizzazione unica (erano 11 GW l’anno prima).

Per il fotovoltaico c’è stato quasi un raddoppio dei progetti autorizzati sul 2021, mentre per l’eolico il ritmo delle autorizzazioni ha subito un freno.

Come ha spiegato il consulente Elemens, Tommaso Barbetti, l’eolico, oltre al minor numero di progetti presentati, sconta “un grande blocco dal punto di vista della valutazione ambientale, perché è quello che pare riscuotere meno approvazione da parte del ministero della Cultura”.


Decreto semplificazioni impianti fotovoltaici e eolici: è sufficiente a velocizzare l'iter di autorizzazione?

Secondo il consulente di Elemets, le semplificazioni arrivate nel corso dell’ultimo anno non hanno influito molto sull’accelerazione delle autorizzazioni al FV: il dato si riferisce a progetti autorizzati con la procedura normale o l’autorizzazione unica, che non hanno goduto di particolari semplificazioni.

Anche le ulteriori semplificazioni arrivate con il cosiddetto decreto Semplificazioni Pnrr, per Barbetti, dunque, avranno un impatto “soprattutto sugli impianti di taglia minore, quindi su una nicchia di mercato e non sul mercato mainstream, cioè quello più rilevante”.

L’analista sottolinea poi gli altri ritardi che affliggono i grandi impianti: “in media passano due anni tra il momento in cui si prende l’autorizzazione e il momento in cui l’impianto entra in esercizio.” Questa ulteriore dilatazione dei tempi, spiega Barbetti, dipende da una combinazione di elementi che va dalle tempistiche di connessione alla rete, fino alle possibili difficoltà nel reperire i materiali.

Il tanto atteso decreto attuativo per sbloccare i fondi del Pnrr, “è in fase di definizione e nelle prossime settimane dovrebbe essere pronto per andare a Bruxelles”, ha annunciato Laura Bastone (dipartimento energia del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica), alla fiera K.EY di Rimini.

Già a novembre 2022 il ministero aveva parlato di “tempi brevissimi” per l’arrivo del decreto. Purtroppo, senza questo provvedimento non possono partire i relativi bandi di gara.

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